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A scuola in libertà. Il metodo Montessori promosso anche da Science

Sono trascorsi oltre cento anni dall’apertura della prima Casa dei bambini a Roma e il suo metodo educativo continua ad essere di grande attualità

A inizio anno molte sono state le iniziative per celebrare il centenario della prima “Casa dei Bambini” creata da Maria Montessori. Il 6 gennaio 1907, infatti, Maria Montessori ne aprì le porte in via dei Marsi nel popoloso quartiere San Lorenzo a Roma. Nonostante sia trascorsi tanti anni il metodo introdotto dalla Montessori continua ad essere adottato e diffuso in molti Paesi.
In Italia le scuole montessoriane sono circa 250, tra pubbliche e private. Nell’Europa del Nord il Metodo Montessori è da sempre molto diffuso. La foto di Anna Frank sui banchi di scuola è stata scattata proprio in una scuola Montessori. Anche negli Stati Uniti il Metodo Montessori è molto diffuso ed è applicato in più di 5.000 istituzioni, di queste 300 sono scuole pubbliche. I fondatori di Google hanno recentemente dichiarato che il loro successo dipende dall’aver frequentato da bambini una scuola Montessori.


Il metodo
Il pensiero pedagogico montessoriano, partito dallo studio dei bambini con problemi psichici, viene successivamente esteso allo studio dell'educazione per tutti i bambini. Lei stessa sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato per l'educazione di bambini normali.
Il bambino viene considerato come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l'amore), che l'adulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive. L'adulto, inoltre, ha la tendenza a reprimere la personalità del bambino e spesso lo costringe a vivere in un ambiente di altra misura con ritmi di vita innaturali.
Il principio fondamentale deve essere la libertà dell'allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina in quanto un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita. Il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è un fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dell'ambiente circostante facendole proprie, crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo, senza dover compiere alcun sforzo cognitivo.
Con la Montessori molte regole dell'educazione consolidate nei primi anni del secolo cambiarono. I bambini dovevano imparare a prendersi cura di se stessi e venivano incoraggiati a prendere decisioni autonome. Della scuola tradizionale infantile Maria Montessori criticò il fatto che, al suo interno, tutto l'ambiente fosse pensato a misura di adulto. In un ambiente così concepito il bambino non si trovava a suo agio e quindi nelle condizioni per poter agire spontaneamente.
La Montessori definisce il bambino come un embrione spirituale nel quale lo sviluppo psichico si associa allo sviluppo biologico. Nello sviluppo psichico sono presenti dei periodi sensitivi, definiti nebule, cioè periodi specifici in cui si sviluppano particolari capacità.


Le fasi di sviluppo sono così delineate:
- dai 0 ai 3 anni: il bambino ha una mente assorbente, la sua intelligenza opera inconsciamente assorbendo ogni dato ambientale. In questa fase si formano le strutture essenziali della personalità.
- dai 3 ai 6 anni: fase in cui inizia l'educazione prescolastica. Alla mente assorbente si associa la mente cosciente. Il bambino sembra ora avere la necessità di organizzare logicamente i contenuti mentali assorbiti.


La scuola
La caratteristica di ogni istituto Montessori è quella di non essere costruito per i bambini ma di essere una casa dei bambini, ordinata in maniera tale che i bambini la sentano veramente come loro.
L'intero arredamento della scuola è progettato e proporzionato alle possibilità del bambino. In questo ambiente il bambino interagisce attivamente con il materiale proposto, mostrandosi concentrato, creativo e volenteroso. Il bambino trova un ambiente per potersi esprimere in maniera originale e allo stesso tempo apprende gli aspetti fondamentali della vita comunitaria.
Essenziale è la partecipazione dei genitori per la cura della salute e dell'igiene come prerequisito per la scuola.
Il compito dell'insegnante è l'organizzazione dell'ambiente. Deve attendere che i bambini si concentrino su un determinato materiale, per poi dedicarsi all'osservazione dei comportamenti individuali.
L'insegnante aiuta il bambino, lo sviluppo del quale deve compiersi secondo i ritmi naturali e in base alla personalità che il bambino dimostra.
Fra i principi educativi della metodologia introdotta da Maria Montessori vi sono classi multi-età, uno specifico set di materiali didattici, un sistema di autovalutazione dei risultati raggiunti che elimina voti ed esami e l’istruzione in piccoli gruppi sia per gli obiettivi sociali che per quelli curriculari. I due livelli più sviluppati del sistema Montessori sono il primario (dai 3 ai 6 anni) e quello elementare (dai 6 ai 12 anni).

Un recente studio pubblicato su Science ha confermato l’efficacia del metodo. Due psicologhe americane, Angeline Lillard della University of Virginia e Nicole Else-Quest della University of Wisconsin, hanno effettuato la prima valutazione oggettiva dell’efficacia del Metodo Montessori sull’educazione di un gruppo di bambini di una scuola pubblica di Milwaukee. I bambini che possono accedere a questa scuola pubblica Montessoriana sono selezionati sulla base di un’estrazione casuale. Non c’è quindi un vantaggio di un’influenza parentale. Si sarebbe potuto obiettare che i bambini che frequentano questo tipo di scuola sono diversi dai coetanei in quanto provenienti da famiglie con una particolare attenzione alle scelte educative dei propri figli.

Le due ricercatrici hanno scoperto che i bambini assegnati al gruppo sperimentale (metodo Montessori) alla fine del primo ciclo (3-6 anni) “ottengono risultati migliori nei test di matematica e lettura, realizzano interazioni più positive nel momento del gioco libero, possiedono delle competenze sociali ed un controllo motorio più avanzati e mostrano una maggiore attenzione alla correttezza comportamentale ed alla giustizia. Alla fine delle scuole elementari (6-12 anni) producono elaborati scritti più creativi, caratterizzati da una struttura sintattica più complessa. Nei momenti di scontro con i coetanei sono in grado di scegliere comportamenti più costruttivi e riportano un senso di appartenenza alla comunità scolastica maggiormente sviluppato e positivo” (Fonte: Le Scienze).

Era il 1909 quando Maria Montessori scrisse e pubblicò a Città di Castello, durante il primo Corso di specializzazione, i suoi principi educativi nel libro “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini e ancora oggi il suo metodo è promosso a pieni voti anche dalla prestigiosa rivista americana.


Cristina Moretti