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"C'era una volta…." in Tavola Cinema

Un'eclettica iniziativa culturale sull’educazione alimentare che è anche un evento cinematografico. Tre interviste ad esperti sui temi dell’alimentazione alla ricerca di un equilibrio tra cibo ed individuo

L'Associazione Palladium Productions ha avviato con il Patrocinio Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e con il contributo del Consorzio Agrario di Parma un'eclettica iniziativa culturale sull’educazione alimentare -“C’era una volta”..in Tavola Cinema- che è anche un evento cinematografico e che prevede incontri, work shop, seminari, dibattiti, happening e feste aperte al pubblico.

Un percorso entusiasmante alla ricerca delle radici del cibo e alla scoperta di quante implicazioni questo possa avere con aspetti allegri o tristi di ciascuno di noi.
Gli interventi nelle scuole sono dei veri e propri momenti teatrali proposti ai bambini con allegria e partecipazione dalla racconta-fiabe Giovanna Nigi e sottolineati dal suono del flauto del musicista Paolo Giri e dalle note del violino di Nhare Testi.

E insieme a giochi, disegni, acquarelli, movimenti, prendono vita e forma biscotti, tortine, pizze e pasticcini infarinati, modellati, preparati e infornati dai bambini delle scuole di Spello.

La consapevolezza e la capacità di discernere i vari tipi di alimenti sono, non solo per i bambini, un’importante conquista per un futuro sereno e scevro da problemi dovuti a una cattiva alimentazione.
I disturbi alimentari che negli ultimi anni hanno interessato un numero sempre crescente di persone sono evitabili; la cura è innanzitutto la prevenzione, a partire dai primi anni di vita.
La creazione della filiera corta da parte dei distributori e produttori, la reperibilità di cibo semplice e genuino ad alto valore nutrizionale aiuta e indica la strada per una ragionevole lotta alle bevande gassate, ai cibi pre-cotti, agli esaltatori di sapidità e alle merendine preconfezionate, tutti elementi responsabili dell'obesità infantile e dei disagi giovanili legati all' anoressia e alla bulimia.

“C’era una volta”...in Tavola Cinema sarà presente non solo nelle scuole ma anche presso la Sala dell’Editto del Comune di Spello con incontri aperti al pubblico, nelle date del

• 4 febbraio 2009
• 4 marzo 2009
• 4 aprile 2009
• 4 maggio 2009

Parteciperanno a questi incontri come esperti sui temi dell’alimentazione alla ricerca di un equilibrio tra cibo ed individuo: la biologa nutrizionista Dott.ssa Lia Rossi Prosperi (Specialista in Scienze dell'Alimentazione e Commissario presso la Commissione Italiana Dietetica e Nutrizione Ministero Salute) e la psicologa dell’età evolutiva Maria Rita Parsi (fondatrice e ideatrice della Fondazione Movimento Bambino) che proporranno soluzioni, temi e possibilità di dialogo e di intervento alla ricerca di un equilibrio tra cibo e individuo.

“C’era una volta”… in Tavola Cinema prevede una rassegna di film (da "Chocolate" a "Ratatouille" etc.) adatti a un pubblico eterogeneo e aventi come tema il cibo e l’alimentazione.
I film di "C'era una volta ..."in Tavola Cinema, selezionati da Mazzino Montinari - verranno proiettati dopo gli incontri con il pubblico.

La rassegna, anch’essa organizzata dall’Associazione Palladium Productions, vuole essere così un momento di incontro gradevole e simpatico per ritrovarsi degustando un saporito spicchio di parmigiano e i prodotti di qualità delle nostre terre.


Intervista a Maria Rita Parsi
Fondatrice di Movimento Bambino

Lei si occupa da tanti anni di bambini, cosa ha riscontrato di nuovo nel rapporto con il cibo delle ultime generazioni?

“Cibo e infanzia” costituiscono un binomio ricco di significati e di valenze non solo dal punto di vista nutrizionale, del corpo fisico in evoluzione ma, anche, sul piano della crescita emotiva e affettiva di ogni bambino.
I bambini esprimono molte cose di sé (stati d’animo, bisogni, emozioni…) attraverso le loro abitudini alimentari.
Un dato interessante, dal punto di vista psicologico e sociologico, è ad esempio la sempre più diffusa possibilità, per i bambini, di divenire soggetti attivi nella scelta, anche d’acquisto, dei prodotti alimentari.
I piccoli esprimono, così, non soltanto la necessità di essere riconosciuti nei loro gusti e nelle loro preferenze, ma manifestano anche la diffusa esigenza di divenire protagonisti attivi nella vita familiare e domestica.
La centralità del bambino, l’ascolto delle sue opinioni e delle sue richieste è certamente una conquista dei nostri tempi. Conquista che in alcuni casi può, però, sfociare in un eccessivo investimento sul bambino, con carichi di responsabilità o esuberante protagonismo che possono trasformare i bambini in precoci ometti o in piccoli tiranni.
Mescolare attenzione e ascolto nei confronti dei bambini con le giuste dosi di rispetto dei ruoli ed equilibrato esercizio di autorità è un’arte difficile da imparare per ogni genitore.
Nelle famiglie contemporanee, poi, dove i genitori sono sempre più assenti per lavoro e condividono con i figli un sempre minor numero di pasti, il nutrirsi insieme può divenire un’occasione d’incontro “speciale”. In questi casi, odori, colori, varietà di cibi non rispondono più soltanto alla necessità di comporre un sano ed equilibrato menù ma, piuttosto, raccontano il bisogno dei grandi di risarcire i piccoli con zuccheri e calorie tese a sostituire dolci carezze e calore affettivo.
I bambini, a loro volta, possono pretendere ricompense e restituzioni sotto forma di cibo perché masticare, ingurgitare, riempirsi può placare un po’ l’ansia e “colmare” vuoti e bisogni insoddisfatti.
Questa è di certo una condizione sempre più diffusa tra i bambini italiani, ma riguarda soprattutto i piccoli che vivono nelle grandi città. Per fortuna, molti dei nostri bambini abitano in centri più raccolti, dove le reti familiari o amicali allargate funzionano ancora e il pasto diviene, comunque, un’occasione di incontro. Inoltre le mense scolastiche, in molte città, hanno compiuto passi importanti, non soltanto nella ricerca di qualità ma, soprattutto, nell’offerta di una alimentazione più vicina ai gusti dei ragazzi.

Cosa può fare la scuola per educare i bambini ad una sana alimentazione?
I menù proposti dalle mense scolastiche, per quanto corretti e ponderati, da un punto di vista nutrizionale, non sempre rispondono ai gusti anche “visivi” dei bambini.
È comprensibile che il cibo per grandi comunità non sempre si presenti nella forma ottimale, ma alcuni accorgimenti aiuterebbero i bambini ad accostarsi al buon cibo con meno riserve. Si sa: “anche l’occhio vuole la sua parte”, soprattutto per i più piccoli.
Un esempio per tutti: i bambini amano mescolare sapori e colori, ma non sopportano che il cibo si presenti già confusamente mescolato. Perché allora continuare a servire nello stesso piatto pietanza e contorno?
Sarebbe opportuno, come già accennato, effettuare un veloce sondaggio tra i piccoli frequentatori della mensa per scoprine preferenze e abitudini.
La scuola potrebbe essere il luogo ideale per una buona educazione alimentare, perché i bambini amano mangiare in compagnia dei loro amici e si fanno guidare dai coetanei nella scelta di nuovi sapori.
Noi adulti , però, non dobbiamo dimenticare che durante l’infanzia l’esperienza è la via principale all’apprendimento: i nostri bei discorsi sulle “cose buone e sane” debbono congiungersi, allora, con il sapore e la vista di pietanze gradevoli e appetitose per i piccoli palati.

E ai genitori che consigli darebbe?
Ho amato e amo lo stile con cui un grande pediatra, Marcello Bernardi, si rivolgeva ai genitori anche in relazione al cibo e alla “sana” alimentazione. Bernardi si appellava sempre al comune e infallibile “buon senso” mettendo in guardia grandi e piccini da tutte le mode, sia quelle innescate da invadenti campagne pubblicitarie, sia quelle legate alle tradizioni quali la “mitica pasta asciutta”, fino alla contemporanea, talora maniacale, ricerca salutista attraverso diete equilibrate e naturali.
Il cibo è un bisogno istintivo che coniuga mente, corpo ed emozioni. Il cibo per i bambini è, anche, gioco.
Offriamo ai nostri piccoli la possibilità di avvicinarsi al cibo con serenità e libertà, offrendo ai bambini l’opportunità di fare esperienza, di giocare con gli alimenti, anche preparando insieme nuove ricette.
Non costringiamoli ad avere i nostri gusti: atteggiamenti di rifiuto nel mangiare, fissazioni su alcuni esclusivi alimenti, ossessiva ricerca di cibo, possono essere la risposta all’ansia, alla preoccupazione o alla distrazione con cui gli adulti propongono l’alimentazione ai bambini.

Sarebbe opportuno che la scuola organizzasse degli incontri con i genitori al fine di informarli di quello che spesso senza sapere danno da mangiare ai figli?
“La scuola a tempo totale” e “la scuola per genitori” sono due dei principali programmi che la Fondazione Movimento Bambino, da me presieduta, porta avanti da anni.
Sono convinta che la scuola debba essere a servizio non soltanto dei bambini ma di tutta la famiglia, perché come una piccola pianta può crescere sana e forte in un terreno adeguatamente concimato, così anche i nostri ragazzi necessitano di un ambiente affettivo adeguato per crescere equilibrati e sereni.
È necessario che i genitori dispongano di spazi di formazione, di confronto, di incontro su tutti gli aspetti che riguardano lo sviluppo dei figli e acquisiscano le necessarie informazioni e gli strumenti più efficaci per sostenere la crescita della mente, del corpo e del cuore dei bambini.

Fiabe e cibo, i protagonisti del progetto “C’era una volta”…in Tavola. Nelle fiabe si mangia di continuo: è soltanto il bisogno di una società troppo povera per alimentarsi a sazietà o esiste dietro al cibo una traccia più interiore, più spirituale?
Il cibo è comunicazione, il cibo racconta.
Il nutrimento che dal corpo della madre è trasmesso al feto, attraverso il cordone ombelicale, veicola già non soltanto sostanze in grado di accrescere il piccolo ma, anche, segnali biochimici che rappresentano la prima, ricchissima, forma di comunicazione tra madre e bambino.
Alla nascita, poi, vicinanza, attenzione, protezione, piacere, vengono trasmessi nel contatto che il corpo della madre e del bambino stabiliscono durante l’allattamento, soprattutto al seno.
La bocca, organo elettivo della comunicazione umana, si allena, attraverso la suzione, non soltanto a rinforzare, coordinare, percepire i movimenti delle labbra, della lingua, del palato che serviranno a produrre i suoni articolati e complessi del linguaggio ma esplora, sfiora, gusta il mondo che circonda il bambino.
I piccoli portano tutto in bocca, non per sbaglio o per un insignificante automatismo, ma perché, durante la così detta fase orale, la sensibilità della bocca garantisce la capacità di conoscere e fare esperienza di sé stessi (dal dito in bocca in poi), degli “altri” e delle cose più che altre parti del corpo, ivi comprese le mani.
La bocca assapora, parla, bacia, ma che morde, ingoia, sputa. Questa parte del corpo è in grado non solo di esprimere il bisogno e la dipendenza, ma è un “organo” capace di agire, con forza, rabbia e rifiuto.
Nelle fiabe così il cibo e il cibarsi non soltanto raccontano la cura, la convivialità, la festa, ma divengono simboli capaci di rappresentare la paura di essere aggrediti, divorati, o, al contrario, il desiderio di divenire potenti, forti, invincibili. Il bene e il male, il piacere e il dolore, la vita e la morte, convivono nel cibo della fantasia, come espressioni dell’animo umano capace di nutrirsi dei significati più profondi, archetipici, universali che le fiabe da sempre trasmettono.


Intervista a Fabio Massimo Cantarelli
Presidente Consorzio Agrario di Parma


Per “C’era una volta”…in Tavola, l’Associazione Palladium Productions si avvale di una collaborazione di tutto rilievo con il Consorzio Agrario di Parma, realtà quasi unica nel suo genere in grado di conciliare le regole del mercato e le necessità di un’alimentazione sana e controllata.
Da questo punto di vista l’Europa costituisce un occhio attento alla tutela del cittadino e, dunque, degli alimenti, privilegiando e agevolando le entità che fanno del rispetto delle norme produttive e degli ingredienti sicuri la loro forza.

All’interno di un contesto internazionale minacciato da OGM e simili, il vostro diventa anche un approccio “etico” nonché “storico” alla produzione di alimenti…
Negli ultimi anni, e oggi in misura maggiore a causa dei recenti avvenimenti di cronaca, il pubblico si preoccupa della sicurezza e della qualità dei generi alimentari. I consumatori vogliono essere certi del fatto che ciò che essi comprano nei supermercati o mangiano nei ristoranti sia sicuro, nutriente e faccia bene alla salute e che sia stato prodotto nel rispetto di determinate norme.
Oltre alle questioni relative alla sicurezza, un numero sempre crescente di persone si preoccupa della qualità del cibo che mangia. I consumatori richiedono un livello qualitativo quanto più elevato possibile agli agricoltori, alle imprese del settore agroalimentare e ai rivenditori.
Far fronte alle preoccupazioni dei consumatori quanto alla sicurezza nei campi e alla qualità dei generi alimentari è una dei punti fondamentali della mission del Consorzio Agrario di Parma.
Il Controllo della Qualità è una costante della filiera produttiva; alimenti sani e genuini che conservano il gusto ed i sapori antichi nel rispetto delle norme ed a beneficio del consumatore finale che resta il costante punto di riferimento.
Una missione tutta orientata a rendere più forte il sistema agricolo provinciale.

Ultimamente infatti state sviluppando progetti di filiera corta per facilitare anche una reperibilità e diffusione di quel cibo genuino e controllato tanto necessario, quanto spesso dimenticato. Come si sta sviluppando questa rete?
Il successo che hanno incontrato i distributori di latte crudo, per esempio è un esempio di filiera a circuito breve; la cosiddetta filiera corta. Filiera corta vuol dire un nuovo modo di concepire la relazione fra produttori e consumatori. Più in generale, la filiera corta, fa riscoprire due valori fondamentali della produzione agroalimentare: la freschezza e la stagionalità.
La filiera corta è anche un valore culturale in quanto favorisce la produzioni tipiche le tradizioni gastronomiche italiane e contribuisce alla conservazione della biodiversità. Ma a tutto ciò si aggiungano i notevoli vantaggi economici e ambientali. Attraverso la diffusione dei circuiti brevi si possono sensibilmente abbattere i costi energetici, come ad esempio quelli di trasporto, ridurre i tempi di conservazione e ridurre i quantitativi di rifiuti per imballaggi. Risparmi economici e ambientali traducibili in un minor consumo d’acqua ad uso industriale e di emissioni di anidride carbonica anch’essa prodotta dai processi industriali oltre che dal sistema della logistica.
Filiera corta vuol dire anche tracciabilità immediata e far crescere la cultura professionale degli agricoltori e valorizzare le risorse umane nel mondo rurale. Per concludere filiera corta vuol dire consumare “tricolore” e produrre per i propri connazionali.

IL Consorzio Agrario di Parma avete pienamente aderito e aiutato un’iniziativa come C’era una volta…in Tavola dedicata all’infanzia e all’educazione alimentare. Perché questa scelta?
Noi sosteniamo le iniziative volte a rafforzare il legame tra cibo e crescita culturale dei bambini. Abbiamo recentemente ultimato un progetto, denominato “FOODY” volto alla conoscenza e all’educazione alimentare in un’ottica di eco sostenibilità, ma l’iniziativa dell’Associazione Palladium Productions - “C’era una volta”…in Tavola – a cui il Consorzio Agrario aderisce e contribuisce- si struttura in maniera differente e pone al centro dell’interesse oltre ai bambini e la scuola, anche le famiglie e le istituzioni cittadine.
La sensibilizzazione passa attraverso una fruizione eclettica del messaggio cibo-cultura-salute per muoversi poi dal momento ludico e creativo, dove i veri protagonisti sono i più piccoli nel grande gioco della Nutrizione, a quello più informativo con i dibattiti e la rassegna di film destinati agli adulti.

L’Italia rappresenta un bacino importante soprattutto nello sviluppo del biologico. Come si muove il Consorzio Agrario in tal senso?
La cultura della qualità può considerarsi un valore insito nei consorzi agroalimentari che forse sono l’ultima roccaforte di questo valore, un valore volto a difendere le prassi produttive tradizionali dei prodotti locali in primis. Il biologico, come si sa, oltre che una qualificazione del prodotto, è una pratica di coltivazione atta a tutelare l’ambiente che invece deve rispondere, sia coltivato in modo convenzionale, sia biologico o biodinamico, a precisi standard sanitari.
Indubbiamente, le capofila di questi principi sono proprio l’Emilia Romagna e l’Umbria, ma non è da meno il resto del territorio italiano dove il principio della qualità è diventato un sicuro successo per l’esportazione d’eccellenza e il Made in Italy…iniziative come C’era una volta in Tavola, valorizzano il patrimonio di filiera locale e la tradizione portando all’attenzione anche delle nuove e nuovissime generazioni un bene da tutelare per il bene comune.

Intervista a Giovanna Nigi
Conta-fiabe di “C’era una volta”…in Tavola

Perché la scelta delle fiabe?

Le fiabe sono un tesoro unico e insostituibile per l'essere umano, l'unica maniera che ci è stata tramandata per preparare alla crescita e alle grandi risposte alle domande della vita…Le fiabe offrono risposte dirette. I bambini agli adulti chiedono sempre "perché " e si sentono spesso rispondere con i "come": ecco, le fiabe rispondono ai perché, dei “come” se ne infischiano!

Insomma, i tempi passano ma le fiabe restano…
I generi letterari passano, si evolvono, muoiono, le fiabe, uniche, rimangono, intatte, in ogni tempo e luogo, e questo deve pur significare qualcosa!

Come lavori con i bambini delle scuole di Spello?
Nel raccontare, mi avvalgo della musica dal vivo e di piccoli ausili visivi, come piume, stoffe di seta colorate…poi le fiabe vanno raccontate in maniera semplice e diretta per far arrivare il messaggio insito in ognuna. Mentre racconto una fiaba, vedendo i volti dei bambini che mi ascoltano, mi accorgo se si rendono conto effettivamente di cosa si sta parlando e ne capiscono il significato profondo…che è la cosa più importante. Nel lavoro sono anche affiancata da due musicisti eccezionali e di grandissima sensibilità nei confronti del mondo infantile : il maestro Paolo Giri al flauto e all'organetto per le scuole elementari e Nhare Testi al violino per le scuole materne. Senza di loro il mio intervento sarebbe molto più povero.

Per il progetto “C’era una volta”…in Tavola, dell’Associazione Palladium Productions, attraverso la narrazione di fiabe stai affrontando soprattutto il tema del cibo.
Come mai proprio questo genere di narrazione per parlare di alimentazione?

Il rapporto della fiaba con il cibo è costante: non ci sono quasi fiabe dove non si consumi cibo, dove non si parli di cose da mangiare. E' un nutrimento non solo fisico, quello di cui si narra, ma a me serve per introdurre un nuovo modo di mangiare, che non è solo consumare il prodotto alimentare. C'è bisogno di un rispetto profondo nei confronti dei prodotti della terra e del lavoro dell'uomo, che va recuperato, come i gesti di una volta, quando ci si chinava a baciare il pane caduto sotto il tavolo prima di gettarlo, o di soffiarci sopra e mangiarlo...
E' in questo modo che si fa capire al bambino l'importanza dell'acqua e del grano...delle cose semplici che loro elaborano anche attraverso una manualità ritrovata, facendo gli impasti con la farina e l'acqua e creando i cibi di cui la fiaba parla. Questo è un modo per far assumere al cibo un ruolo importante nella vita del bambino. Si possono curare così anche tanti disturbi alimentari, in un modo creativo e non invasivo.

E la scuola che ruolo ricopre nel progetto?
A Spello lavoro con maestre meravigliose che davvero danno molto di più di quello che viene dato loro, persone che sanno bene come negli ultimi tempi il rapporto tra i bambini e il cibo si sia deteriorato. Anche a causa di prodotti alimentari spesso non troppo sani…ma “di moda”.

Da questo punto di vista è importante coinvolgere anche i genitori, che spesso non sanno meglio dei loro figli come funziona l’alimentazione e la prevenzione dei disturbi alimentari…
Sì, il progetto “C’era una volta”…in Tavola coinvolge anche gli adulti con l’importante contributo della biologa nutrizionista Dott.ssa Lia Rossi Prosperi (Specialista in Scienze dell'Alimentazione e Commissario presso la Commissione Italiana Dietetica e Nutrizione Ministero Salute) e la psicologa dell’età evolutiva Maria Rita Parsi (fondatrice e ideatrice della Fondazione Movimento Bambino), che si rivolgeranno direttamente a padri e madri per affrontare con loro il problema cibo ed eventuali disturbi dell’alimentazione.
Poi in queste occasioni pubbliche, il cibo preparato dai bambini verrà offerto ai genitori, nel corso di una festa collettiva.
E’ un ulteriore messaggio, questa volta rivolto a padri e madri perché perdano un poco del loro tempo per fare con le proprie mani le merende ai figli…