Oggi ha preso il via nelle scuole elementari italiane il progetto di alfabetizzazione motoria, voluto dal Coni e dal Miur per stimolare i bambini al movimento e combattere sedentarietĂ , noia e bullismo. Abbiamo intervistato su questa importante iniziativa, che nei prossimi giorni coinvolgerĂ circa 250.000 bambini di 1.000 plessi nella Penisola, il professor Andrea Ceciliani, ricercatore e docente di Metodi e didattiche per le attivitĂ motorie, presso la FacoltĂ di Scienze Motorie dellâUniversitĂ di Bologna âAlma Mater Studiorumâ.
Per il progetto di alfabetizzazione motoria, esistono delle direttive ministeriali nei programmi; nei plessi ci si atterrĂ a queste?
I contenuti dei programmi sono un punto di riferimento per i possibili corsi, gli esperti utilizzeranno le direttive per poi adeguarle alle varie situazioni che si presenteranno.
Le attivitĂ si svilupperanno nelle diverse scuole secondo le indicazioni date dal ministero nel 2007 con il documento Corpo -movimento- sport, e questi programmi nasceranno dalla collaborazione con il CONI provinciale e lâUSP (ufficio scolastico provinciale). Lâesperto con grande impegno tecnico si occuperĂ di alfabetizzazione motoria dai movimenti naturali fino a giungere a schemi motori ben definiti.
Lei sarĂ uno dei sei supervisori provinciali per Bologna in particolare per lâarea di Imola. Quale sarĂ il suo ruolo e come sarĂ organizzato il lavoro?
Per quanto riguarda lâalfabetizzazione motoria bisogna immaginare una piramide ai cui vertici câè il MIUR e il CONI , scendendo troviamo i coordinatori provinciali e poi i supervisori che fanno da punto di riferimento agli esperti.
Ogni supervisore seguirĂ dieci esperti, costoro verificheranno lâapprendimeno dei bambini mediante test di verifica che invieranno al MIUR e al CONI a Roma.
La cultura motoria sportiva servirĂ come avviamento allo sport, e i supervisori saranno il collante fra le istituzioni e gli esperti soprattutto nelle fasi di programmazione. Per esempio la scorsa settimana un esperto voleva programmare le attivitĂ e insieme abbiamo rivisto la programmazione generale.
Nellâarea bolognese, in che modo ci si è organizzati nella scelta dei plessi e nella gestione del progetto di alfabetizzazione motoria?
Bologna ha unâottima rete scolastica formata dalla collaborazione ufficio scolastico provinciale e il CONI; per lâaggiornamento delle scuole dellâinfanzia, Bologna e provincia sono state divise in zone e câè da circa dieci - quindici anni uno staff di esperti in Scienze motorie che fanno da formatori per gli insegnanti di scuola elementare.
In che modo lâalfabetizzazione motoria si propone di interagire nella crescita dei bambini?
Il progetto pilota vuol solo verificare se è attivabile tale formula, ma lâalfabetizzazione motoria ha giĂ un suo percorso che va da un movimento naturale e libero nelle classi di prima elementare fino al gioco-sport nelle classi di quinta. Ricordiamo che gioco-sport si attiene ai programmi del 1985.
Il lavoro sarĂ disposto cosĂŹ: ci sarĂ una raccolta dati attraverso dei test che verranno effettuati giĂ da questa prima settimana, test motori adattati ad ogni singola classe. Quando il progetto sarĂ svolto per i tre quarti, si somministreranno dei questionari ai dirigenti scolastici e alle famiglie, e alla fine dei tre mesi di sperimentazione del progetto il test iniziale sarĂ ripetuto in ogni singola classe e organizzato sempre per singola fascia dâetĂ .
Gli esperti allâinterno di realtĂ scolastiche particolarmente a rischio svolgeranno anche il ruolo di educatori?
Gli esperti svolgeranno il loro ruolo di professionisti dello sport allâinterno delle scuole, ma lâinsegnante titolare sarĂ sempre integrato nellâattivitĂ e collaborerĂ con gli esperti mentre sono con i bambini. Non dimentichiamo che la responsabilitĂ psico-pedagogico è propria dei maestri, pertanto maestri ed esperti collaboreranno, per codificare e adattare lâattivitĂ alle esigenze della classe.
Cosa pensa dellâalfabetizzazione motoria? Ritiene necessario lâinserimento di ruolo di un laureato in Scienze motorie nelle scuole primarie di primo grado?
Nelle contingenze attuali dipenderĂ dal governo decidere se inserire una figura di ruolo allâinterno delle scuole, personalmente ritengo che, se non dovesse essere possibile inserire i prof. di Educazione Fisica alle primarie, si potrebbe togliere quelli attualmente presenti alle superiori.
Questo progetto di Alfabetizzazione Motoria potrĂ essere dâaiuto a capire il valore della presenze di un esperto in Scienze Motorie , ma è una scelta politica e soprattutto economica, infatti dipenderĂ dai risultati di questi mesi se il progetto proseguirĂ per altri due anni almeno.
Le linee del progetto di alfabetizzazione motoria
⢠Eâ il 2 dicembre quando a Roma alla presenza del presidente del CONI Giovanni Petrucci, del Ministro dellâistruzione Mariastella Gelmini e del sottosegretario della presidenza del consiglio con delega allo sport Rocco Crimi viene firmato un accordo che per la prima volta inserisce nella scuola primaria lâalfabetizzazione motoria. Il progetto è stato varato per avvicinare i bambini allo sport, per combattere i comportamenti non salutari che portano allâobesitĂ . Come precisa il comunicato del MIUR: ÂŤprevenire i fenomeni di bullismo, stimolando il senso di squadra e il rispetto reciproco, è uno strumento indispensabile per contrastare i crescenti episodi di disagio giovanileÂť.
⢠Il 15 Febbraio 2010 lâaccordo diventa operativo, lâiniziativa parte in 20 cittĂ una per regione, al maestro titolare verrĂ affiancato un esperto, un laureato in Scienze motorie, il quale si occuperĂ di educazione motoria per due ore settimanali in ogni classe elementare. Questo prima fase è stata finanziata dal CONI, con 4.500.000 euro, inoltre per la formazione nazionale dei supervisori â uno ogni dieci esperti- si è svolta presso le UniversitĂ di Roma e Milano Cattolica , sono stati stanziati 250.000 euro.
⢠Lâesperto affiancherĂ lâinsegnante titolare per 2 ore la settimana nei mesi primaverili, per un totale di 30 ore di attivitĂ motoria per ogni classe del ciclo elementare (dalla prima alla quinta), in 1.000 plessi sullâintero territorio nazionale. Il Progetto Pilota partirĂ dal primo marzo e si concluderĂ al termine dellâanno scolastico in corso. In questa fase saranno coinvolti plessi in tutta Italia per un totale di 10mila classi e 250mila alunni, compresi gli studenti disabili. In questa fase sperimentale ne farĂ parte una sola provincia per regione.
⢠Nella provincia di Bologna prenderanno parte al progetto 60 plessi, tra la città la montagna e la pianura.
⢠La scelta dei plessi è stata eseguita da una Commissione mista CONI Sovraintendenza scolastica i cui membri hanno scelto supervisori ed esperti.
⢠La formazione a livello nazionale si è tenuta dal 22 al 24 gennaio scorsi anche a Verona, il corso prevedeva un aggiornamento per 100 supervisoriâformatori provenienti da tutte le 20 province identificate per attuare questa fase sperimentale del progetto.
⢠A partire dal prossimo anno scolastico prenderà il via Progetto definitivo che dal 2010 al 2013 coinvolgerà gradualmente tutte le scuole. Il Progetto sarà inserito quindi nel Piano di Offerta Formativa delle scuole.
(25-02-2010 16:34)
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