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A Siena Ceil Lucas racconta la lingua dei segni dei neri d’America Black ASL

5 dicembre a Palazzo Patrizi la sociolinguista americana, docente alla Gallaudet University di Washington, unico ateneo al mondo per studenti sordi, sarà tra gli ospiti del convegno “PRESENZA: segni, sguardi, voci da mondi inascoltatiâ€


Nella foto l'équipe della Gallaudet University di Washington che ha curato lo studio sulla "Black ASL"


Ceil Lucas, una delle più autorevoli sociolinguiste americane specializzate in lingue dei segni, docente alla Gallaudet University di Washington - unico ateneo al mondo per studenti sordi - sarà a Siena, sabato 5 dicembre 2009, per parlare di “Black ASLâ€, la lingua dei segni dei neri d’America, peculiare universo linguistico caratterizzato da significative differenze rispetto alla lingua dei segni americana e profondamente influenzato dalla discriminazione razziale subita dalla comunità afroamericana sorda tra ‘800 e ‘900.
La Lucas sarà tra i relatori del convegno “PRESENZA: segni, sguardi, voci da mondi inascoltati†(ore 9.30, sala di Palazzo Patrizi, via di Città, 75 – ingresso libero) organizzato dalla Siena School for Liberal Arts, istituzione culturale senese che offre a studenti universitari americani l’opportunità di frequentare programmi multidisciplinari di studio a Siena. Obiettivo del convegno, dar “presenza†a realtà la cui esistenza è stata a lungo ignorata dalla società o che, pur oggetto di studi di respiro internazionale, hanno avuto poche occasioni per far parlare di sé fuori dall’ambito accademico.
Accompagnata da un suo dottorando, Joseph Hill, Ceil Lucas illustrerà la ricerca con cui ha cercato di dare un volto alla lingua dei segni della comunità afroamericana sorda indagandone i rapporti con la storia di esclusione sociale che quella comunità ha vissuto per anni. Negli Stati Uniti, i sordi neri hanno dovuto attendere la fine dell’800, in molti casi i primi decenni del ‘900, perché fosse loro riconosciuto il diritto di avere scuole per i propri bambini, le stesse scuole che la comunità sorda bianca aveva ottenuto, in media, ben trent’anni prima. E in molti stati, come il Tennessee, ai docenti bianchi era vietato per legge insegnare a studenti di colore. Da questa discriminazione è nato un peculiare universo di segni che Ceil Lucas e la sua équipe hanno ricostruito filmando e osservando le modalità di espressione di circa cento sordi afroamericani degli stati del Sud, ovvero di quegli stati in cui esistevano scuole o dipartimenti separati per studenti sordi bianchi e neri. Dall’indagine è emerso il ritratto di una “Black ASL†che presenta proprie specificità fonologiche, sintattiche e lessicali e che, proprio in virtù del microcosmo nel quale la discriminazione sociale l’ha relegata, è riuscita a preservare i tratti più primordiali e puri della lingua dei segni americana. Una ricchezza linguistica che testimonia la vivacità e l’unicità della comunità sorda afroamericana, a dispetto di quanti l’hanno a lungo confinata ai margini della società.
Accanto al contributo della Lucas , anche altri interventi si concentreranno sulle peculiarità linguistiche, comunicative e artistiche che caratterizzano il mondo della sordità: la particolare identità della letteratura sorda sarà testimoniata da Laura Di Gioia, giovane sorda, laureanda in Lettere all’Università degli Studi di Torino e borsista Fulbright alla Gallaudet University, mentre Rita Sala, Vicepresidente ANIOS (Associazione Interpreti di Lingua dei Segni Italiana) e docente di Sociologia e Cultura Sorda alla Siena School for Liberal Arts, racconterà il ruolo chiave dell’interprete, indispensabile “ponte†tra chi si esprime in lingua dei segni e il mondo degli udenti, Una figura la cui importanza potrà essere toccata con mano nel corso del convegno grazie ad un servizio di interpretariato che tradurrà dall'italiano in Lis (Lingua dei Segni Italiana) e dalla Lis in italiano gli interventi di tutti i relatori.
“La comunicazione delle e tra le differenze – così Miriam Grottanelli de Santi, Direttore della Siena School for Liberal Arts, spiega il senso di questa iniziativa – è un segno della curiosità intellettuale che, come scuola, vorremmo rappresentare: ai nostri studenti cerchiamo non solo di offrire solide base accademiche ma anche di insegnare a osservare la realtà con occhi curiosi, imboccando strade non battute, abbandonando prospettive standard, spingendosi in profondità per cogliere i tanti spunti di crescita e di riflessione che ciò che è nuovo o “altro da noi†può offrirci, se solo sappiamo guardare. Un invito che, per un giorno, saremmo lieti venisse accolto da tutta la cittàâ€.

Per informazioni sul convegno, www.sienaschool.it; tel. 0577 532001


(20-11-2009 06:42)



 
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